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Dicono di Noi

DICONO DI NOI: LE TESTIMONIANZE DEI NOSTRI UTENTI DA LECCE E DA TUTTA ITALIA

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Una vacanza diversa

Ebbene sì, una vacanza diversa nell’accezione più positiva del termine.
DIVERSO: “Che non è uguale né simile, che si scosta per natura, aspetto, qualità da altro oggetto, o che è addirittura un’altra cosa”, questo è quanto cita il vocabolario; quindi diverso non ha una connotazione negativa per cui per la proprietà transitiva i nostri figli sono diversi in modo positivo e soprattutto in vacanza. Fanno quello che “normalmente” non possono fare, una quotidianità diversa da quella che li fa sentire diversi nel senso negativo del termine. Queste vacanze non sono necessarie ai nostri figli ma indispensabili. Le devono trascorrere in libertà, con spensieratezza, senza i lacci stretti della quotidianità, senza bisogno di controlli di qualità a cui la vita li sottopone ogni giorno. Hanno bisogno di emozioni non di regole. Hanno bisogno di ritrovare i loro sogni intatti, come li avevano lasciati alla fine dell’ultima vacanza. Per loro è determinante la continuità, nuovi amici sì, ma all’interno del loro guscio di protezione che non è formato in questo caso dai genitori, bensì dagli amici di sempre.
Pierluigi ritrova l’odore e il suono della voce di William, Annalisa la determinata dolcezza di Danila, Martina e Annarita la pacatezza e la serenità di Mariangela e Simona, Valerio la sicurezza e la disponibilità di Angelo, Antonio gli occhi di Marcello e il fascino di latin lover, Marco la stima e la simpatia del gruppo, Stefano l’ammirazione e lo stimolo di noi tutti oltre che la compagnia del fratello Antonio, e tutti insieme ritroviamo ogni anno gli amici che ci hanno supportato gli anni precedenti che non mancano di venire a farci visita per trascorrere qualche serata in nostra compagnia. Quest’anno abbiamo fatto una scelta coraggiosa che ha comportato un sacrificio economico ampiamente ricompensato dalla sensazione di libertà, dalla crescita interiore che ne è derivata, dalla consapevolezza del “Ce la possiamo fare”.

Sapevamo che in termini di assistenza non avremmo avuto problemi e quindi non è stato un salto nel vuoto come sarebbe stata l’altra soluzione. Abbiamo preferito la certezza dell’esperienza e del già vissuto, una sorta di piacevole sensazione di calore umano, un ritorno al caldo e accogliente ventre materno. Noi abbiamo bisogno di sostegno nella continuità, non dobbiamo capire le esigenze dei nostri figli o come noi viviamo i problemi quotidiani, non dobbiamo inserirli in situazioni nuove con persone sconosciute come a scuola con l’insegnante di sostegno, non possiamo rapportarci ogni anno con gente diversa, genererebbe un forte stress sia a noi che a loro e non gioverebbe affatto all’iniziativa, I nostri figli sono diversi è vero, ma ciò non deve significare precarietà, vivere nella continua incertezza, nel forse, nella speranza di un progetto che anno dopo anno potrebbe vanificarsi. Vivono una vita che già di per sé è precaria, vivono in perenne attesa che anche un piccolo sogno possa trasformarsi in realtà e questo non è giusto.

E allora diamogliele noi queste certezze facendo un salto di qualità senza demonizzare nessuno, senza rinnegare il passato che inevitabilmente non si può fermare al presente ma deve diventare futuro. Non chiediamo elemosina, solo sostegno da qualcuno che vuole far crescere un progetto nato nel 1999 grazie a Poste Italiane e alla famiglia Calamo.
Quest’anno è stata la conferma che quella che stiamo percorrendo è la strada giusta, cerchiamo qualcuno che creda in questa iniziativa e che ha bisogno dei nostri sorrisi, uno scambio:noi regaliamo emozioni, battiti di cuore, lacrime di gioia, parole d’amore, suggestioni infinite, speranze, ottimismo, fiducia nella vita, nuove prospettive, insomma un mondo migliore in cambio di un impegno a curare questa nostra iniziativa. Abbiamo scelto la continuità che deve però crescere ed alimentarsi. È stata una scelta azzeccata e ci siamo meritati tutto quello che il vulcano Veronica al grido di “Insieme tutto si può fare” ci ha donato con grande impegno e generosità. In C-A-T-A-M-A-R-A-N-O, ci ha portato in catamarano! Noi genitori ci siamo tolti le scarpe per salire a bordo ma i nostri figli sono saliti dignitosamente in carrozzina. Hanno fatto il bagno a largo, Pierluigi i suoi ormai famosi tuffi acrobatici, Annarita le sue immersioni, Stefano le sue nuotate con le braccia alzate ad abbracciare il mondo, Annalisa partecipe con la promessa di una succulenta merenda, Valerio in estasi per il panorama marino e non solo…sguardo da pesce lesso innamorato, Antonio che ad un certo punto ha preso in mano il timone mentre tutti noi ballavamo e cantavamo a squarciagola consapevoli che a condurre era un non vedente. Ci prendono per pazzi incoscienti? Forse un po’ lo siamo ma che diamine…un po’ di brivido non guasta! E a proposito di brividi che dire della serata a Frigole con il gruppo musicale di pizzica ALLA BUA dove abbiamo ballato buttandoci nella mischia, nella piazza dove ognuno si faceva i fatti propri e pensava a ballare, tanto più che noi eravamo più tarantolati di loro! Spesso osservo gli occhi della gente quando arriva la nostra “carovana”, prima pietà, poi perplessità,poi smarrimento, cominciano a guardarsi l’un l’altro chiedendosi ammutoliti ora che facciamo….poi timidi sorrisi di compatimento e l’alba di una partecipazione, poi a mano a mano arriva la liberazione attraverso la nostra disinvoltura, senza problemi si avvicinano ed è così che avviene il processo dell’integrazione e dell’inserimento! Siamo noi ad accettare la loro perplessità e ad accoglierli per far capire loro che siamo tutti diversi in modo uguale….siamo portatori sani di gioia, il riso ha un potere sovversivo! Riso come cura del male di vivere, non ridete di noi ma ridete con noi! Che dire? Le nostre giornate scandite da emozione pura: tuffi in mare a tutte le ore, dentro e fuori l’acqua nella libertà più assoluta. Mamme distese e sorridenti incuranti della ruga in più e della cellulite impietosa, papà di profilo a pance di fuori senza paura di soffocare per trattenere il respiro, negli occhi solo loro…i nostri figli! Abbiamo veramente fatto tutto in libertà, senza condizionamenti, senza ma e senza se, sereni e fiduciosi. Il non vedente ha ballato, quelli in carrozzina sono saliti sul palco chi a cantare e chi a fare baldoria, abbiamo avuto una Martina sex bomb da urlo, una Annalisa che salita sul palco si è tolta le scarpe e si è seduta a terra beatamente come fosse in spiaggia, ci siamo presi in giro per i nostri limiti ( del resto chi non ne ha?), abbiamo fatto un Flash Mob per sensibilizzare gli altri ospiti, abbiamo trascorso piacevoli serate in compagnia dei famigliari degli assistenti, siamo andati a Lecce alla sede di TELERAMA per un’intervista su come il Salento potrebbe essere al centro del lancio di un turismo accessibile, insomma ci siamo presi a piene mani questo Salento generoso, fatto di gente che crede ancora nei valori della famiglia, dell’amicizia, della solidarietà, nei gesti antichi del dare in silenzio, nei loro visi scolpiti nella “morbida” pietra bianca che si colora e si plasma con le emozioni. Non possiamo permettere che tutto quello che è stato seminato nel tempo vada perduto nelle sterili pieghe della burocrazia. Dobbiamo credere a chi ci ha messo il cuore, “Tutto insieme si può fare” deve essere la nostra preghiera del mattino, solo insieme si può abbattere il muro dell’indifferenza, l’indifferenza del quotidiano che è la peggiore tra le disabilità. Abbiamo dei ragazzi straordinari che ci affiancano, quest’anno poi ci hanno letteralmente regalato la vacanza prestando volontariamente il loro operato.

Questi dovrebbero essere ospitati nelle trasmissioni televisive pomeridiane, questi sono gli eroi dei nostri giorni, questi sono gli esempi da imitare. Esistono gli angeli del fango, dei disastri ambientali, beh esistono anche gli angeli delle vacanze per i nostri figli che sono fatti della stessa materia dei sogni. In silenzio e con il sorriso regalano schegge di cuore, vivono in simbiosi con i nostri figli, li sentono, li capiscono e condividono, sono felici con noi perché noi lo siamo, veramente.
Ci vuole coraggio anche ad essere felici e ricordiamoci di esserlo, noi che abbiamo il coraggio di essere noi stessi, imperfetti ma unici, la vita per noi ha un senso che va oltre il senso comune, Noi non ci lasciamo vivere, noi abbiamo deciso di vivere cercando opportunità nelle difficoltà. Non permettiamo a nessuno di tarparci le ali, quelle ali che ci servono per volare, basso ma sempre più su….Quando siete felici fateci caso…..e noi stiamo sempre attenti! Lo so mi sono dilungata troppo, ma mi sembrava di scoppiare! Grazie a tutti! Veronica, Enzo ed Anna in primis, poi tutti gli altri amici: Serena, Angelo, William, Mariangela, Simona, Sandra, Fabio, Gianni, Jimmy, Vito, Tiziana, Danila, Alessandro, Marcello, Emanuele…arrivederci al prossimo anno!
 
Gabriella,
mamma di Valerio

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